• Document: AVVOCATO MATERIA DI APPARECCHI DA GIOCO SENZA DISTRIBUZIONE DI VINCITE
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CINO BENELLI AVVOCATO INFO@CINOBENELLI.COM Spettabile Associazione SAPAR Servizi per Apparecchi Pubbliche Attrazioni Ricreative Via Antonio Salandra n. 1/a 00187 ROMA A MANI Anticipata a mezzo e-mail __ LA COMPATIBILITÀ DELLA VIGENTE NORMATIVA NAZIONALE IN MATERIA DI APPARECCHI DA GIOCO SENZA DISTRIBUZIONE DI VINCITE IN DENARO CON IL DIRITTO DELL’UNIONE EUROPEA L’Associazione SAPAR - Servizi per Apparecchi Pubbliche Attrazioni Ricreative, con sede in Roma, in vista delle più ampie iniziative da assumere presso gli organi istituzionali (nazionali ed europei) e fermi gli approfondimenti che si renderanno necessari anche in conseguenza dell’evoluzione dei processi regolatori oggi in itinere, ha chiesto allo scrivente di svolgere una prima indagine, di seguito compendiata, circa la compatibilità della vigente normativa italiana in materia di apparecchi da gioco senza distribuzione di vincite in denaro con il diritto dell’Unione europea. I. - BREVI CENNI SUL QUADRO NORMATIVO VIGENTE. 1. La ricostruzione del vigente quadro normativo extratributario relativo alla disciplina degli apparecchi da gioco e intrattenimento senza vincita in denaro deve necessariamente prendere le mosse dall’art. 1 D. Lgs. n. 496 del 1948, recante “Disciplina delle attività di giuoco”, con il quale si stabilisce che “l’organizzazione e l’esercizio di giuochi di abilità e di 1 CINO BENELLI AVVOCATO INFO@CINOBENELLI.COM concorsi pronostici, per i quali si corrisponda una ricompensa di qualsiasi natura e per la cui partecipazione sia richiesto il pagamento di una posta in denaro, sono riservati allo Stato”. L’organizzazione ed esercizio dei giochi e delle scommesse erano originariamente affidati al Ministero delle Finanze ed al Ministero delle Risorse Agricole, Alimentari e Forestali – successivamente, al Comitato olimpico nazionale italiano (CONI), all’Unione Nazionale Incremento Razze Equine (UNIRE), autorizzati ad organizzare le scommesse e ad affidare la loro gestione a terzi in eventi posti sotto il loro controllo e, infine, all’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato (AAMS), poi divenuta, a decorrere dal 1° dicembre 2012, Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) a seguito dell’incorporazione ex lege sancita con D.L. n. 95/2012, convertito nella L. n. 135/2012 – con facoltà di gestirli direttamente o indirettamente “per mezzo di persone fisiche o giuridiche, che diano adeguata garanzia di idoneità”. Ad avviso della giurisprudenza, la ratio storica della riserva allo Stato dell’organizzazione e dell’esercizio di giochi di abilità e di concorsi pronostici, per i quali si corrisponda una ricompensa di qualsiasi natura e per la cui partecipazione sia richiesto il pagamento di una posta in denaro, risiede “nei rilevanti interessi coinvolti nel gioco, quali le esigenze di contrasto del crimine e, più in generale, di ordine pubblico, di fede pubblica, la necessità di tutela dei giocatori, di controllo di un fenomeno che è suscettibile di coinvolgere flussi cospicui di denaro a volte di provenienza illecita e non a caso le norme sul gioco sono inserite nel 2 CINO BENELLI AVVOCATO INFO@CINOBENELLI.COM TULPS”1. Il legislatore sembra aver strutturato un sistema basato essenzialmente sulla riserva pubblica dei servizi di gioco, ovverosia sulla titolarità ab origine degli stessi in capo ai predetti Ministeri, enti ed amministrazioni, e sulla possibilità di affidamento ad altri soggetti secondo lo schema della “concessione-contratto”, previa individuazione dei contraenti privati secondo le procedure dell’evidenza pubblica anche in conformità a quanto previsto dall’art. 30 D. Lgs. n. 163/20062. Coerente con il regime di riserva allo Stato appare poi la previsione di un regime concessorio ed autorizzatorio di pubblica sicurezza3. Nell’ordinamento nazionale italiano, gli strumenti tipici per l’esercizio delle attività di gioco e scommessa sono costituiti, infatti, dalla concessione e dalla licenza di polizia. L’unica eccezione al duplice regime “vincolistico” è costituita dagli apparecchi di intrattenimento che non distribuiscono vincite in denaro, non collegati alla rete telematica dell’Amministrazione Finanziaria, per la gestione, anche indiretta, dei quali non è necessario munirsi di una concessione, essendo suffic

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