• Document: Giovanni Verga, Cavalleria rusticana
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Giovanni Verga Cavalleria rusticana da Vita dei campi Tratta da Vita dei campi, Cavalleria rusticana è una delle novelle più brevi, essenziale nella sua sinteticità. La storia è a tinte forti, caratterizzata dai temi fondamentali della gelosia, del tradimento, del delitto d’onore. Verga, attraverso queste tematiche, che precipitano velocemente verso il finale cruento, vuole realizzare un modo nuovo di raccon- tare, fatto di ellissi e di scene, in cui i personaggi sembrano realmente farsi da sé, rappresentati non da un ritratto d’autore, ma da gesti e comportamenti significativi. Dalla novella Verga trasse un dramma che andò in scena nel gennaio 1894 al teatro Carignano di Torino, con musica di Pietro Mascagni e l’eccezionale partecipazione di Eleonora Duse, interprete del personaggio di Santa. Turiddu1 Macca, il figlio della gnà2 Nunzia, come tornò da fare il soldato, ogni La novella esordisce domenica si pavoneggiava in piazza coll’uniforme da bersagliere e il berretto senza preamboli. Il protagonista rosso3, che sembrava quella della buona ventura4, quando mette su banco colla è giudicato dalla gabbia dei canarini5. Le ragazze se lo rubavano cogli occhi, mentre andavano a collettività un tipo originale. Si noti il 5 messa col naso dentro la mantellina, e i monelli gli ronzavano attorno come le comportamento delle mosche. Egli aveva portato anche una pipa col re a cavallo che pareva vivo, e ragazze, pudico e spavaldo al tempo accendeva gli zolfanelli sul dietro dei calzoni, levando la gamba, come se desse stesso. una pedata. Ma con tutto ciò Lola di massaro6 Angelo non si era fatta vedere né alla messa, 10 né sul ballatoio, ché si era fatta sposa con uno di Licodia7, il quale faceva il carrettiere e aveva quattro muli di Sortino8 in stalla. Dapprima Turiddu come Espressione concreta che definisce lo seppe, santo diavolone! voleva trargli fuori le budella della pancia, voleva socialmente il trargli, a quel di Licodia! Però non ne fece nulla, e si sfogò coll’andare a cantare personaggio come tutte le canzoni di sdegno che sapeva sotto la finestra della bella. benestante. 15 – Che non ha nulla da fare Turiddu della gnà Nunzia, – dicevano i vicini, – che passa la notte a cantare come una passera solitaria? Finalmente s’imbatté in Lola che tornava dal viaggio9 alla Madonna del Peri- colo, e al vederlo, non si fece né bianca né rossa quasi non fosse stato fatto suo. – Beato chi vi vede! – le disse. 20 – Oh, compare10 Turiddu, me l’avevano detto che siete tornato al primo del mese. – A me mi hanno detto delle altre cose ancora! – rispose lui. – Che è vero che vi maritate con compare Alfio, il carrettiere? – Se c’è la volontà di Dio! – rispose Lola tirandosi sul mento le due cocche del 25 fazzoletto. – La volontà di Dio la fate col tira e molla come vi torna conto! E la volontà di 1. Turiddu: vezzeggiativo di Salvatore. 2. gnà: voce siciliana che sta per signora. 3. berretto rosso: il fez, berretto da fatica dei bersaglieri. 4. quella della buona ventura: l’indovina, quella che predice il futuro. 5. quando mette… canarini: quando, in occasione di fiere e mercati, allestisce il suo banco, disponendovi i biglietti con i responsi che fa estrarre con il becco da un uccello. 6. massaro: fattore. 7. Licodia: si tratta di Licodia Eubea, una località distante circa 80 chilometri da Catania. 8. Sortino: in provincia di Siracusa. 9. viaggio: pellegrinaggio. 10. compare: molto usato nella parlata siciliana nel senso generale di persona amica e confidente. © Istituto Italiano Edizioni Atlas 1 Giovanni Verga, Cavalleria rusticana Dio fu che dovevo tornare da tanto lontano per trovare ste11 belle notizie, gnà L’uso del passato Lola! remoto in relazione

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