• Document: L infermiere casemanager
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L’infermiere case- manager Valentina Sangiorgi U.C.S.C. di Roma Policlinico Universitario “A.Gemelli” Firenze 29-11/1-12-2007 La riorganizzazione delle cure primarie e l’integrazione del sistema – L’aumento dell’incidenza delle malattie croniche è uno dei principali driver della necessità di riequilibrio ospedale- territorio, rispetto al quale è necessario definire: • che tipo di “nuova” organizzazione implementare e che tipo di nuove figure professionali introdurre al fine di assicurare la continuità assistenziale al paziente e la necessaria integrazione socio- sanitaria • che “tecnologia” applicare per valutare propriamente i bisogni di questi soggetti e quindi risolverli con logica di costo- beneficio – La gestione della cronicità interessa in particolar modo l’anziano “fragile”, inteso come persona over75 anni, con comorbilità, sottoposto a polifarmacoterapia e con altre gravi problematiche di tipo socio- sanitario Un po’ di storia sul case- manager…… • Nel 1863,durante la guerra di Secessione, le associazioni di volontari introdussero il principio di coordinamento dei servizi. • Nel 1900, nella scuola di Nursing dell’Università di Yale, è presente un operatore-coordinatore di servizi socio-sanitari. • Inizi anni ‘900, nella compagnia di assicurazione Metropolitan Life Insurance, c’è la presenza di un dipartimento di infermieri per fornire un servizio di “case management nursing”. • Nella II guerra mondiale, per assistere gli ex-militari da parte della Veteran Administration. • Negli anni ’60 nel National Istitute of Mental Health, assistenza ai malati mentali da deistituzionalizzare. • Negli anni ’70 per l’assistenza ai bambini con handicap. • Nel 1975, gli USA istituirono un case- manager comunitario per la prevenzione. Il case-manager…. E’ un professionista che fornisce e/o coordina i servizi sociali e sanitari, per una gestione clinica di un target di popolazione di utenti ( ad es. pz. terminali ed anziani) dall’ammissione alla dimissione, creando un modello unico di assistenza centrato sul singolo paziente. Le competenze cliniche • La comprensione del modello organizzativo assistenziale, • La conoscenza di una specifica popolazione di utenti, • Le diagnosi cliniche correlate e i trattamenti medici, • Le conoscenze sulla gestione delle risorse, l’uso di protocolli etc, • Il riconoscimento della continuità assistenziale. Ruoli del case-manager….. • CLINICO:segue il • COORDINATORE: giro visita e coordina l’as- provvede alle cure sistenza dal- dirette . l’ammissione al • MANAGER: follow-up a determina con il domicilio. gruppo gli • EDUCATORE: sia obiettivi,gestisce per l’equipe la degenza e guida assistenziale che l’assistenza. per il pz e la sua famiglia. Inoltre l’infermiere case- manager…… • Contribuisce a migliorare la qualità della vita del paziente, rilevando e sviluppando le capacità residue per aumentarne l’autonomia. • Deve avere grandi abilità nel comunicare e nel negoziare con più figure professionali e non. Vantaggi del case-manager • E’ centrato sui bisogni del pz e della famiglia; • Fornisce risultati di cura di qualità; • Aumenta la soddisfazione del pz; • Minimizza la frammentazione della cura con il coordinamento; • Promuove l’efficienza delle cure, • Utilizza e coordina gruppi assistenziali multidisciplinari; • Risponde ai bisogni dei provider; • Rappresenta una fusione dei risultati clinici ed economici; • Può essere un efficace strumento di marketing per gli enti sanitari. L’assistenza all’anziano fragile -situazione attuale DISTRETTO OSPEDALE (Azienda) UVG (UOD) DIVISIONI PER ACUTI RSA AD (ADI) C.DIURNI … in futuro DISTRETTO AZIENDA OSPEDALE CASE MANAGER DIVISIONI PER ACUTI + UVG (UOD) VMD DIVISIONI POST ACUTI (II generazione) RSA AD (ADI) C.DIURNI RSA Esperienze sul case-manager “Impatto di un modello di assistenza domiciliare integrata sulla popolazione anziana” nella ASL– comune di Rovereto. Un trial clinico randomizzato e controllato su 200 pz anziani divisi in gruppo di controllo e di intervento, inserendo una UVG territoriale con dei case-manager e assistenti sociali. I principali outcome includevano la per- centuale di istituzionalizzazione, il con- sumo delle risorse territoriali, il loro rispettivo costo e la funzione fisica e cognitiva. I risultati evidenziarono che il gruppo di intervento ha ridotto il rischio di ospedalizza

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