• Document: 2006 Norme in materia ambientale
  • Size: 229.42 KB
  • Uploaded: 2019-02-13 17:28:11
  • Status: Successfully converted


Some snippets from your converted document:

DECRETO LEGISLATIVO 152/2006 Norme in materia ambientale Il nuovo decreto legislativo 152, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 88 del 14 aprile 2006, S.O. n. 96, è entrato in vigore il 29 aprile 2006. Il decreto è composto da 318 articoli e 45 allegati ed è suddiviso in sei parti. - Parte prima: disposizioni comuni; - Parte seconda: procedure per la VAS, la VIA e IPPC; - Parte terza: norme di difesa del suolo e lotta alla desertificazione, di tutela delle acque dall’inquinamento e di gestione delle risorse idriche; - Parte quarta: norme in materia di gestione dei rifiuti e di bonifica dei siti inquinati; - Parte quinta: norme in materia di tutela dell’aria e di riduzione delle emissione in atmosfera; - Parte sesta: norme in materia di tutela risarcitoria contro i danni all’ambiente. In questa news letter verrà discussa la parte IV del decreto. Questa parte ha riformulato gli obblighi previsti per la gestione dei rifiuti a carico delle imprese. Infatti, dal 29 aprile, alcuni cambiamenti ed alcune novità ridisegnano le regole. Riportiamo di seguito alcuni punti fondamentali che hanno subito dei cambiamenti, e le novità, rispetto al decreto Ronchi, in merito alla documentazione (registri, formulari e MUD). FINALITA’ (Art. 178) La gestione dei rifiuti è effettuata conformemente, oltre ai principi di responsabilizzazione e di cooperazione previsti dal Ronchi, anche ai principi di precauzione, di prevenzione, di proporzionalità di tutti i soggetti coinvolti nella produzione, nella distribuzione, nell’utilizzo e nel consumo di beni da cui originano i rifiuti, nel rispetto dei principi dell’ordinamento nazionale e comunitario, con particolare riferimento al principio comunitario “chi inquina paga”. A tal fine la gestione dei rifiuti è effettuata secondo criteri di efficacia, efficienza, economicità e trasparenza. CLASSIFICAZIONE (Art. 184) Come già stabilito nel DLgs 22/97, anche nel nuovo decreto i rifiuti sono classificati, secondo l’origine, in rifiuti urbani e rifiuti speciali e, secondo le caratteristiche di pericolosità, in rifiuti pericolosi e rifiuti non pericolosi. Sono rifiuti urbani: a) i rifiuti domestici, anche ingombranti, provenienti da locali e luoghi adibiti ad uso di civile abitazione; b) i rifiuti non pericolosi provenienti da locali e luoghi adibiti ad usi diversi da quelli di cui alla lettera a), assimilati ai rifiuti urbani per qualità e quantità, ai sensi dell’articolo 198, comma 2, lettera g); c) i rifiuti provenienti dallo spazzamento delle strade; d) i rifiuti di qualunque natura o provenienza, giacenti sulle strade ed aree pubbliche o sulle strade ed aree private comunque soggette ad uso pubblico o sulle spiagge marittime e lacuali e sulle rive dei corsi d’acqua; e) i rifiuti vegetali provenienti da aree verdi, quali i giardini, parchi e aree cimiteriali; f) i rifiuti provenienti da esumazioni ed estumulazioni, nonché gli altri rifiuti provenienti da attività cimiteriale diversi da quelli di cui alle lettere b), c) ed e). Sono rifiuti speciali: a) i rifiuti da attività agricole e agro-industriali; b) i rifiuti derivanti dalle attività di demolizione, costruzione, nonché i rifiuti pericolosi che derivano dalle attività di scavo, fermo restando quanto disposto dall’articolo 186; c) i rifiuti da lavorazioni industriali, fatto salvo quanto previsto dall’articolo 185, comma 1, lettera i); d) i rifiuti da lavorazioni artigianali; e) i rifiuti da attività commerciali; f) i rifiuti da attività di servizio; g) i rifiuti derivanti dalla attività di recupero e smaltimento di rifiuti, i fanghi prodotti dalla potabilizzazione e da altri trattamenti delle acque e dalla depurazione delle acque reflue e da abbattimento di fumi; h) i rifiuti derivanti da attività sanitarie; i) i macchinari e le apparecchiature deteriorati ed obsoleti; a) i veicoli a motore, rimorchi e simili fuori uso e loro parti; b) il combustibile derivato da rifiuti; Viene aggiunta, rispetto alla classificazione del Dlgs 22/97, la seguente voce: a) i rifiuti derivati dalle attività di selezione meccanica dei rifiuti solidi urbani. Sono pericolosi i rifiuti non domestici indicati espressamente come tali, con apposito asterisco, nell’elenco di cui all’allegato D alla parte quarta del decreto 152/06, sulla base degli allegati G, H e I. ONERI DEI PRODUTTORI E DEI DETENTORI (Art. 188) Rispetto al DLgs 22/97 viene inserita una nuova priorità negli obblighi previsti per il produttore o detentore. Infatti, il produttore o detentore dei rifiuti speciali assolve i propri obblighi con le seguenti priorità: 12. autosmaltimento dei rifiuti; 13. conferimento dei rifiuti a terzi autorizzati; 14. conferimento dei rifiuti ai soggetti che gestiscono il servizio pubblico di raccolta dei rifiuti urb

Recently converted files (publicly available):